La psicomotricità
Ogni individuo cresce attraverso il movimento, il gioco e la relazione con gli altri. È proprio da qui che nasce la psicomotricità, una disciplina che accompagna l’individuo nel proprio processo di crescita, sostenendolo nello sviluppo armonico di corpo, mente ed emozioni.
La psicomotricità unisce conoscenze provenienti da settori diversi – psicologia, pedagogia, medicina, scienze dell’educazione e neuroscienze – per costruire interventi adatti alle diverse fasi della vita. Questa disciplina considera la persona nella sua globalità, cioè nella stretta unione di corpo, mente e sfera affettiva.
In psicomotricità il corpo assume un ruolo centrale, poiché rappresenta il principale mezzo con cui la persona si muove, conosce il mondo, costruisce relazioni ed esprime il suo vissuto emotivo.
Indice
La psicomotricità relazionale
In questo ambito si colloca la psicomotricità relazionale, che sostiene lo sviluppo dell’individuo, utilizzando il corpo e il movimento come mezzi privilegiati per attivare i processi affettivi, cognitivi e relazionali. Si tratta di un percorso di prevenzione, educazione e sostegno, rivolto a tutte le età, che offre uno spazio sicuro in cui potersi muovere, esprimere e crescere.
La psicomotricità relazionale valorizza le caratteristiche e le potenzialità uniche di ogni individuo. I percorsi sono progettati per stimolare il cambiamento, offrendo a ciascun partecipante strumenti utili per riconoscere e migliorare i propri modi di comunicare e di stare in relazione, rendendoli più efficaci, positivi e funzionali alla crescita personale.
Come suggerisce già il nome, il cuore della psicomotricità relazionale è la relazione. Il rapporto con lo psicomotricista si basa su fiducia e accoglienza, creando un ambiente in cui ci si può esprimere liberamente. Questo clima relazionale favorisce lo sviluppo emotivo, cognitivo e affettivo.
Secondo A.N.P.R.I. – Associazione Psicomotricisti Relazionali, la psicomotricità relazionale:
- sostiene una maturazione armonica dell’individuo, stimolando lo sviluppo e l’utilizzo delle risorse e capacità personali nel rispetto dell’unicità e originalità di ciascuno;
- favorisce la formazione e il rafforzamento dell’identità personale attraverso l’integrazione della dimensione motoria, affettiva, emozionale e cognitiva;
- promuove il benessere dell’individuo durante tutto l’arco di vita;
- incoraggia e promuovere l’acquisizione di competenze comunicative e relazionali nel rispetto delle varie fasi di crescita di ciascuno, promuovendo l’inclusione e la valorizzazione delle differenze;
- favorisce l’instaurarsi di relazioni significative all’interno delle comunità in cui è inserita ogni persona.
Età evolutiva e psicomotricità relazionale
La psicomotricità relazionale è indicata per tutte le fasce d’età, ma riveste un ruolo particolarmente importante nell’infanzia. Nei primi anni di vita, infatti, il bambino comunica soprattutto attraverso il corpo e la comunicazione non verbale. Il movimento diventa il primo linguaggio con cui entra in contatto con il mondo, con gli altri e sé stesso. Il bambino, inoltre, scopre il proprio corpo, sperimenta le emozioni, costruisce le prime relazioni e manifesta i propri bisogni.
Proprio per questo è fondamentale offrire interventi mirati, che possano sostenere uno sviluppo equilibrato e favorire una crescita armonica.

Lo strumento principale dalla psicomotricità relazionale è quello del gioco: l’attività ludica rappresenta per il bambino la modalità più naturale e spontanea per comunicare, sperimentarsi e socializzare. Attraverso il gioco emergono il modo di apprendere del bambino, il suo livello di maturazione, i suoi bisogni, le sue emozioni e il suo modo di stare in relazione con gli altri. Nel gioco il bambino costruisce un maggiore equilibrio tra mondo interiore e realtà esterna, sviluppa capacità di osservazione, empatia, creatività ed espressività.
Grazie a un’osservazione attenta e competente, lo/la psicomotricista individua le risorse e le abilità del bambino, accompagnandolo nella crescita con proposte adeguate e rispettose dei suoi tempi.
Come afferma il Prof. Mauro Vecchiato dell’Istituto Italiano di Psicologia della Relazione (IIPR): “Il bambino nel gioco psicomotorio racconta la sua storia, la sua realtà presente e le sue aspirazioni future, ci permette di osservare come avviene la sua crescita, di comprendere precocemente eventuali disarmonie e di aiutarlo a superarle più facilmente.”
Quali sono i benefici della psicomotricità relazionale?
La psicomotricità relazionale, considerando gli aspetti motori, emotivi, affettivi e relazionali, offre molteplici benefici.
Benefici per lo sviluppo motorio
- Migliora la coordinazione motoria, sia globale che fine.
- Aumenta equilibrio e padronanza del corpo.
- Favorisce la gestione efficace dello spazio e del tempo.
Benefici per lo sviluppo cognitivo
- Stimola concentrazione e attenzione.
- Supporta memoria, apprendimento e problem-solving.
- Aiuta a comprendere concetti come colore, forma, dimensione e ritmo.
Benefici per lo sviluppo emotivo e sociale
- Accresce autostima e fiducia in sé stessi.
- Promuove creatività ed espressività.
- Migliora la gestione delle emozioni.
- Favorisce le competenze relazionali e la socializzazione attraverso il gioco di gruppo.
La psicomotricità diventa così uno strumento prezioso per accompagnare l’individuo nel suo percorso di crescita, offrendogli degli strumenti per conoscersi, muoversi nel mondo e costruire relazioni più consapevoli ed equilibrate.
Quando un bambino ha bisogno di intraprendere un percorso psicomotorio?
Un percorso psicomotorio è particolarmente utile per quei bambini che vivono dei disagi nei diversi contesti di vita o che hanno uno sviluppo atipico. A volte, infatti, un cambiamento nel comportamento è un modo per manifestare un bisogno o chiedere aiuto. Può essere quindi utile in situazioni in cui sono presenti fragilità che potrebbero ostacolare lo sviluppo. Questo tipo di percorso permette quindi al bambino di avere delle occasioni diverse per poi sperimentarsi nella vita quotidiana, nelle autonomie, nel movimento e nelle relazioni.
La psicomotricità è inoltre indicata come una forma di sostegno in presenza di disturbi o difficoltà del neurosviluppo, come ritardi nel linguaggio, autismo, ADHD, difficoltà cognitive, disprassia o problemi di coordinazione motoria. In questi casi, la psicomotricità aiuta a favorire lo sviluppo della comunicazione, del linguaggio e delle relazioni sociali.
La psicomotricità ha quindi l’obiettivo di intervenire sulle difficoltà per evitare che ostacolino lo sviluppo delle altre abilità, creando squilibri nella crescita.
In conclusione, è importante ribadire che la psicomotricità relazionale è un percorso di crescita che mette al centro la persona, il corpo, le emozioni e la relazione. Un cammino che accompagna bambini, famiglie e adulti verso un maggiore benessere, favorendo uno sviluppo equilibrato e armonico.
A chi è rivolta?
In questo articolo ci siamo soffermati soprattutto sull’età evolutiva, cioè dalla prima infanzia fino all’adolescenza, perché proprio in questa fase la psicomotricità ha anche un importante valore preventivo.
Tuttavia, la psicomotricità relazionale è adatta e aperta a tutte le età: dai bambini ai pre- e agli adolescenti, genitori insieme ai propri figli, coppie, adulti e anziani.
I percorsi di Psicomotricità Relazionale Treviso
Nel nostro studio offriamo diversi percorsi, pensati per rispondere ai bisogni delle diverse fasce d’età.
Percorsi individuali per bambini
Indicati quando il bambino manifesta il bisogno di un sostegno più personalizzato, soprattutto sul piano emotivo e relazionale. Il lavoro avviene in un clima di accoglienza e ascolto, in collaborazione – se necessario – con le altre figure professionali.
Percorsi di gruppo per bambini
Questi percorsi sono adatti per sostenere i bambini e le bambine, stimolandoli a scoprire le proprie potenzialità e risorse, e prevenire possibili carenze. Durante l’attività i bambini e le bambine hanno la possibilità di giocare, muoversi ed esprimersi liberamente, favorendo la socializzazione, l’autonomia e l’espressione emotiva
Percorsi per famiglie
Questi percorsi supportano i genitori nel processo di crescita del proprio figlio e nel prendersi cura della famiglia. Inoltre, aiutano a riattivare le risorse naturali e le peculiarità dell’adulto, migliorando le strategie per affrontare le normali fasi di criticità che si incontrano durante la crescita del figlio o figlia, sostenendo il genitore nella ricerca di equilibrio nel proprio ruolo.
Percorsi per adulti
Sono pensati per chi desidera riscoprire il proprio corpo, migliorare la relazione con sé stesso e con l’altro, sviluppare nuove consapevolezze e modalità di comunicazione più autentiche.
FAQ
È una disciplina che utilizza il corpo, il movimento e il gioco per favorire lo sviluppo emotivo, cognitivo e relazionale della persona.
È adatta a tutte le età, ma è particolarmente importante nell’infanzia, quando il bambino comunica soprattutto attraverso il corpo.
Favorisce lo sviluppo motorio, migliora la gestione delle emozioni, rafforza l’autostima e sostiene le competenze relazionali.
Quando un bambino manifesta difficoltà emotive, relazionali o comportamentali, oppure come prevenzione per uno sviluppo armonico.


